Questo vuole essere un articolo puramente contemplativo, una dedica alle tante persone che hanno visto in questo giovane attore franco-americano qualcosa di speciale fin dal film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.
Può un dolce e giovane talento provocare simultaneamente e universalmente dolore e piacere? Sì. Può uno stesso sentimento contenere sia pena lacerante che intenso benessere? Sì.
Sappiamo anche bene di che sentimento si tratta. Ma qui non asseconderò nessun rischio di banalizzazione. Quindi non chiamerò questo sentimento col suo nome - perché saprò riconoscerlo in chi mi chiama col suo. Eccallà!.
La verità è che non vedevo l’ora di riprendere un articolo scritto altrove anni fa. Ma allo stesso tempo volevo lasciar passare un po' di tempo per godermi per bene tutte le rivincite del caso.
Negli ultimi anni il successo raggiunto da Timothée Chalamet è planetario.
Ebbene, cosa dicevo fin dal 2018? Non lo dico solo io che ne sono pazzamente innamorata. Lo dice la sua carriera in ascesa, lo dicono i critici cinematografici, i registi con i quali lavora e, ovvio, lo dicono i suoi tantissimi fans.

Foto di: Massimo Peca / EventsImages
Forse non lo sapete e rimediamo subito, qui un rewind della filmografia del ragazzo fino al 2017:
– Men, Women & Children, di Jason Reitman, 2014
– Interstellar, di Christopher Nolan, 2014
- Worst Friends, di Ralph Arend, 2014
- One and Two, di Andrew Droz Palermo, 2015
- Le verità sospese, di Pamela Romanowsky, 2015
– Natale all’improvviso, di Jessie Nelson, 2015
– Miss Stevens, di Julia Hart, 2016
– Hostiles, di Scott Cooper, 2017
– Hot Summer Nights, di Elijah Bynum, 2017
– Lady Bird, di Greta Gerwig, 2017
Quello che è successo dopo Chiamami col tuo nome lo sapete bene, giusto? Da Beautiful Boy, di Felix Van Groeningen del 2018, in poi non ci è potuto sfuggire più nulla.
Questo perchè Timothée Chalamet non è solo bravissimo e intenso, è proprio figo! Ha una fisicità e un’allure irresistibili. E’ bello, è espressivo e carismatico e il fisico si presta alla moda. Ovviamente non è nuovo a servizi fotografici e copertine. Il suo viso affilato da modello è modernissimo ed efficace. Anche gli stilisti e i fotografi lo cercano e lui è sempre fantastico, disponibile e generoso.
Già nel 2019, secondo Lyst, l’attore era l’uomo più ricercato nella moda.
Memorabile la copertina di Vogue (poi riconquistata nel 2022 e l'anno scorso).
Vogue.it l’aveva già definito ambasciatore di un nuovo concetto di mascolinità, vulnerabile emotivamente e dallo stile non convenzionale. La tradizionale star macho del cinema è superata e Timothèe Chalamet incarna candore e tratti femminei ben più interessanti dei muscoli. La bibbia della moda, la rivista di moda per antonomasia, lo consacra definitivamente con copertina, servizio fotografico e intervista su L’Uomo Vogue di novembre 2019.
Nell'ottobre del 2021, per il TIME, è una delle cento personalità più influenti.
Le cover di Timothée Chalamet sono tantissime, ma questa direi che è la consacrazione definitiva.
Ora l’egemonia di Timothée Chalamet è cosa ormai nota. La conferma dell’impatto culturale che l’attore ha non deriva solo da un certo divismo dato dai numerosi ruoli interpretati, ma anche da un atteggiamento e una naturale disposizione elegantemente fuori dagli schemi che colpisce inevitabilmente.
A proposito di testate blasonate, è il The Guardian a coniare il termine Chalamania per riassumere la speciale follia collettiva nei suoi confronti. Insomma, visti i tempi ingrati, l’esistenza di Chalamet è una delle poche cose buone degli ultimi anni.
Ma veniamo alla cascata di film post Chiamami col tuo nome:
- Beautiful Boy, di Felix Van Groeningen, 2018
- Un giorno di pioggia a New York, di Woody Allen, 2019
- The King, di David Michôd, 2019
- Piccole donne, di Greta Gerwig, 2019
- The French Dispatch, di Wes Anderson, 2021
- Dune Part 1, di Denis Villeneuve, 2021
– Don't Look Up, di Adam McKay, 2021
- Bones and All, di Luca Guadagnino, 2022
- Wonka, di Paul King, 2023
– Dune Parte 2, di Denis Villeneuve, 2024
- A Complete Unknown, di James Mangold, 2024
– Marty Supreme, di Josh Safdie, 2025
Bene, avrei ancora tante cose da dire. Mi sa che riprendo l'articolo più avanti con una seconda parte di approfondimento!
A proposito di parti, sono in trepidazione per Dune Parte 3, di Denis Villeneuve, previsto nelle sale in Italia a dicembre.
Ma ho come un sentore, non ci sono ancora indiscrezioni al riguardo, ma ho la bellissima sensazione che lo vedrò prima, sì, magari al Festival Del Cinema di Venezia!
Vi saluto, per ora, con il link del potentissimo trailer con una chicca pazzesca da intenditori - lo sapete già? Tra le immagini spettacolari e le voci del coro nel canto di battaglia dei Fremen spicca quella inconfondibile del nostro. Adoro!
