Venezia 80 non ha deluso, c’era da scommetterci!

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Foto di: Massimo Peca / EventsImages


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Insomma, io mi accontento. Se il cinema piace davvero, pazienza se non c’erano Michael Fassbender (per The Killer) o Zendaya (per Challengers).C’erano David Fincher e Luca Guadagnino!

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Ops! Sì, ancora Luca Guadagnino. E, sì, ancora lui, pur senza film.Sì, nonostante il ritiro del suo film dalla programmazione del festival (come dicevo, previsto per l’apertura, ma compromesso dallo sciopero – nonché posticipato nelle sale fino ad aprile 2024), il nostro regista preferito è stato presentissimo (e anche premiatissimo) al lido.Allora taac!, sgomberiamo subito l’argomento Guadagnino con questa bellissima foto di gruppo!

Venezia 80: fuori subito le polemiche


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Premettendo che adoro con tutto il cuore Matteo Garrone, butto subito anche l’altra questione per me spinosa, quella del Leone d’Argento a Io capitano.

Non voglio assolutamente aprire una discussione politica (anzi, pseudopolitica, perché semmai la riflessione sarebbe intorno alla retorica politico-mediatica prevalente), ma cosa ci dice di nuovo questa regia da essere stata premiata? Niente.

Il film è in sala dal 7 settembre e so che sta piacendo per via dell’argomento, tanto importante e critico, soprattutto in questo momento. A mio modo di vedere invece, proprio in virtù del tema trattato, la scelta di aver omesso completamente dalla narrazione le nostre finte e ipocrite democrazie, i veri responsabili delle tragiche condizioni raccontate, è piuttosto debole, se non assurda, rispetto alla schiettezza di tutti i precedenti film di Garrone, compreso Dogman del 2018.

E vabbè.

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Venezia 80: ora solo cose belle

A proposito di Dogman, da quest’anno ne adoro un altro, l’omonimo di Luc Besson.La prima in Sala Grande mi ha devastata e la foto con Caleb Landry Jones non poteva essere più indegna di così, lo so, ma ci tengo tanto.

Dal 12 ottobre il film sarà distribuito nelle sale italiane. Vi prego, manca poco, andate al cinema, l’interpretazione di questo attore è pazzesca! Anzi, pazzi in giuria a non premiarlo.


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Rimaniamo in Francia con D’argent et de sang di Xavier Giannoli: lo sentite anche voi il testosterone gallico di Vincent Lindon?

(Già flashata dal dolente pompiere anabolizzato in Titane di Julia Ducournau del 2021, ora sono completamente conquistata).


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Uno più bello dell’altro

Avanti coi belli. E non solo.Chi ho beccato, a fluttuare davanti all’Excelsior (proprio come nell’inebriante Un altro giro di Thomas Vinterberg del 2020)?Mads Mikkelsen, a Venezia per Bastarden – The Promised Land di Nikolaj Arcel, era proprio su di giri. Una visione.

Ma il danese purosangue non è etereo e sfuggente come sembra. L’avete sentito in conferenza stampa asfaltare il giornalista che insisteva sulla mancanza di diversità nel cast del film, causa esclusione dalle nomination agli Oscar? Finalmente un attore che se ne frega del cinema ideologico infarcito di insensate quote razziali!


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Chissà cosa ne pensa al riguardo il mio critico cinematografico preferito Francesco Alò.

Anche lui è bellissimo e fortissimo, seguite il suo canale BadTaste.it!

Mi vanto di avere gusti simili ai suoi. Siamo d’accordo, ad esempio, sullo stupendo, tragico e atmosferico film di chiusura, lo spagnolo La società della neve di Juan Antonio Bayona. Non importa se conosciamo già la fine di questa incredibile storia di sopravvivenza estrema (il disastro aereo del 1972), lo sviluppo e la tensione emotiva sono trascinanti. Gli effetti e la fattura sono perfetti e l’ambientazione, le Ande innevate, sono ipnotiche.

Anche in questo caso la presenza del cast in sala (compresi alcuni dei veri sopravvissuti) mi ha sfigurata: alla fine tutti in lacrime!


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Spessore e mondanità sopra le aspettative

Ci mancava l’abbraccio commosso dello stilosissimo Simon Hempe, uno dei meravigliosi interpreti! Mi si è sciolto tutto – doppio mento compreso! 

And Just Like That (alzi la mano chi l’ha capita) – se non peggio! – con Sebastiano Pigazzi, a Venezia 80 per il premio Next Generation.

Ve lo ricordate Enrico a Chioggia, spensierato e sempre in mutande, in We Are Who We Are?


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Sono sicura che Alò se lo ricorda. Ovvio, perché, naturalmente, non ci sfugge niente che riguardi il nostro conteso Luca Guadagnino (e, per ora, il mio palese svantaggio circa le rispettive attenzioni che quest’ultimo ci riserva non mi scoraggia).

Superfluo quindi scrivere chi c’è tra i produttori di Enea, il secondo lavoro da regista di Pietro Castellitto.

Purtroppo non ho visto il film al festival (e anche qui uno a zero per Alò), ma lo sento già nelle mie corde. Uscirà nei cinema il 25 gennaio. Fino ad allora mi godo il quadretto, la foto di famiglia con papà Sergio.

E bravo Cencio!

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A proposito di Freaks out, ho ritrovato il geniale Gabriele Mainetti, quest’anno in veste di giurato.

(Chissà se vedremo il suo prossimo lavoro proprio al Festival l’anno prossimo – qui una breve intervista).

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Foto di: KEYSTONE (Photo by Vianney Le Caer/Invision/AP) da Internet
Favoloso anche il presidente di giuria internazionale, il Premio Oscar 2017 per La La Land, Damien Chazelle.

Durante la conferenza stampa di presentazione il giovane regista statunitense ha dimostrato con stile il suo sostegno alla lotta contro l'Intelligenza Artificiale e le visualizzazioni non remunerate dello streaming.

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Venezia 80 omaggia la moda italiana

Dopo i giurati, anche i grandi brand della moda hanno avuto il loro complesso compito: quello di vestire al meglio le star.Gli stilisti si sono alternati sul red carpet da veri protagonisti, al pari degli attori, come Pierpaolo Piccioli, il direttore creativo di Valentino.

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Così la dolcissima e italianissima Alberta Ferretti, che ha curato in particolare tre outfit della madrina del Festival Caterina Murino.

Sono firmati Alberta Ferretti l’abito lungo, nero, di chiffon a balze del terzo giorno e l’abito lungo, verde smeraldo, a maniche lunghe, di raso del settimo giorno. Mentre è Philosophy by Lorenzo Serafini l’abito romantico, rosso passione, senza spalline dell’ottavo giorno.


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In total look Gucci invece Fabio e Damiano D’Innocenzo, intercettati anche quest’anno. Adoro! 

Lo sapete, ho un debole per i fratelloni D’Innocenzo e attendo con ansia il loro prossimo lavoro alla regia (probabile un western al femminile girato negli Stati Uniti, con, niente po’ po’ di meno che Paul Thomas Anderson).


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Venezia 80: ultimissimo giro di belli

Impossibile non tifare anche per il Giuseppe Battiston di casa nostra. 

All’evento Filming Italy Best Movie Award è stato premiato per la Miglior Sceneggiatura non originale del suo primo film da regista Io vivo altrove.


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Interessante e carismatico anche l’attore palermitano Giuseppe Lo Piccolo, a Venezia 80 per il film Comandante di Edoardo De Angelis.

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Foto di: Corriere della Sera - da Internet
Fin qui poche donne direte. Sì, poche ma buone! Chiudo con la preziosa Laura Morante, a Venezia per Il Premio Kinéo come miglior attrice protagonista in Il Colibrì di Francesca Archibugi.

Sul red carpet è stata fantastica, ha sfilato con un ventaglio lanciando il messaggio ‘Free Assange’ per ricordare e sostenere la causa di liberazione di Julian Assange.