Venezia vibra. Ed EventsImages con lei.
Abbiamo partecipato alla quattro giorni di moda indipendente a Venezia: si chiama VBRA The New Creative Voice ed è fortissima.
Dal 14 al 17 maggio Venezia si è trasformata in un laboratorio aperto dedicato agli stilisti emergenti e alle arti contemporanee.
L'edizione di quest'anno, la terza (durante la seconda settimana della Biennale Arte), ha proposto oltre 50 designer e brand locali e internazionali che hanno animato alcuni degli spazi più suggestivi della laguna con esposizioni, sfilate, performance e pop-up.
Il tema è il gusto: un concetto tanto intimo quanto politico, che attraversa l’intero evento come filo conduttore e punto di tensione.
La riflessione è sulla perdita del giudizio personale e sulla trasformazione del gusto, appunto, in dinamica collettiva e omologante. VBRA prova così a riaprire uno spazio di scelta, rischio e sperimentazione.
L’obiettivo è quello di rinnovare il panorama culturale della città. Nonostante il turismo di massa, lo spopolamento e le numerose sfide che deve affrontare, l'evento propone una visione di Venezia lontana dalla dimensione puramente turistica, costruendo relazioni tra moda, fotografia, musica e arte. The New Creative Voice rappresenta il cuore di questa visione: accogliere nuovi talenti e rafforzare il legame con la comunità locale, proponendo connessione e restituzione di valore e visione a chi vive profondamente la città.
Venezia viene così reinterpretata come uno spazio vibrante, fertile, in continua evoluzione e che non vive solo nel suo passato, ma costruisce il proprio futuro per le persone che la abitano e la vivono autenticamente.

Foto di: Massimo Peca / EventsImages
I giovanissimi fratelli Francesca e Paolo Marco De Paoli hanno articolato gli eventi in una varietà di spazi tra i più caratteristici di Venezia: istituzioni museali, giardini, fondazioni e palazzi privati, dove moda e sperimentazione dialogano attivamente.
Parola d'ordine: indipendenza
Il programma delle giornate è un intreccio immersivo tra ricerca estetica, pratiche indipendenti e riflessione culturale.
Tra gli appuntamenti principali, venerdì la Fondazione Querini Stampalia ha ospitato un’esposizione che riunisce venti designer e brand all’interno delle sale della biblioteca, eccezionalmente aperte al pubblico per l’occasione.
Partner del progetto è Fondazione Sozzani, impegnata nella promozione delle nuove generazioni creative attraverso mostre, archivi, pubblicazioni e programmi formativi. E proprio la mitica Carla Sozzani è stata tra le protagoniste dei talk ospitati domenica alla Compagnia della Vela, dove ha parlato di consapevolezza:
'Prima bisogna capire cosa si vuole davvero, e per un giovane è spesso un percorso. C’è chi ha la fortuna di saperlo da subito e chi ha bisogno di un po’ più di tempo. Ma questi sono esempi di integrità, che spingono a non mollare mai, malgrado le difficoltà di qualsiasi tipo'.
Per noi il giorno preferito è stato sabato: ben tredici creativi, italiani e non, hanno hanno dato vita a una sfilata interessantissima e corposa presso la Fondazione Donà dalle Rose. Questi i brand, uno più bello dell'atro, nell'ordine di uscita: Marta Von Cranach, Unknown Artisan, Patro Giardinelli, Anna Ringstad, Annarosa Telatin, Pecoranera, Ariel Berka, Alchetipo, Vittorio Fregni e Riccardo Vallone, Chiara Cavalieri, Rtama, Isaac Lizzaraga e Baumano.














Tutte le collezioni presentate, molto ispirate e alcune con performance, hanno una loro precisa identità. Ho riscontrato molte inclinazioni e molto rispetto per la storia della moda e le tecniche di costruzione degli abiti. Ho percepito attenzione verso una certa tradizione (corsetti, colletti e polsini), ma interiorizzata e contemporanea.
Ho trovato tante visioni profondamente personali, capi davvero intriganti e innovativi e alcuni tagli e lavorazioni sartoriali veramente impeccabili e di qualità.
E poi mi sono gasata tantissimo con l'accurata selezione artistica e musicale di accompagnamento.
A proposito di musica, non ci siamo fatti mancare ovviamente il super after party!
Nella suggestiva cornice dell'isola di San Giorgio Maggiore abbiamo ritrovato il bravissimo Patro Giardinelli, stilosissimo giovane designer visto il pomeriggio in sfilata. Mi era piaciuto particolarmente il suo mondo monocromatico morbido e fluido, ma anche disciplinato. Il suo senso dell'essenzialità e del rigore e al contempo la sua capacità di esprimere anche instabilità e vulnerabilità.
VBRA Venezia insomma si è rivelata una bella scoperta: la nostra Serenissima ha una nuova piattaforma culturale, una community dedicata a promuovere l'espressione creativa e indipendente.
Alle domande 'Quando è morto il gusto?' e 'Quando ha smesso di essere autonomia, rischio, esclusione, solitudine?' The New Creative Voice risponde come spazio di riflessione dove il gusto torna a essere atto critico e radicale.
Ci è piaciuta questa occasione di resistenza intellettuale e pura, che promuove il pensiero autonomo e si sottrae all'appiattimento e all'omologazione. Vi saluto allora con la frase al centro del manifesto del progetto artistico che denuncia, appunto, il presente dominato da consenso e apparenza:
'Abbiamo smesso di scegliere. Lasciamo vincere il più forte, non il più giusto. Confondiamo ciò che è più visto con ciò che ci piace, ciò che è condiviso con ciò che è vero'.

