
Durante la consegna dei premi al termine dell’82a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, molti dei premiati hanno citato la difficile situazione di Gaza e la necessità di porre fine allo stermino della popolazione palestinese. Non ultimo il Cardinale patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa che, al termine del collegamento in diretta dalla Sala Grande del Casinò ha detto: “Dobbiamo avere il coraggio di una narrativa, di un linguaggio diverso che apre orizzonti, strade nuove.
Abbiamo bisogno di nuove prospettive, di nuove strade, di nuove idee. Innanzitutto nel mondo della cultura e del linguaggio, che poi possono arrivare anche alla società e alla politica, e questo è il mio augurio. Io ci credo, è possibile perché ci sono tante persone qui che sono impegnate in questo e abbiamo bisogno del vostro aiuto. Mi auguro che anche da Venezia possa arrivare un contributo positivo in questo senso, che ci siano ancora persone nel mondo che ci aiutino a pensare in maniera diversa. Portandoci parole e immagini che costruiscono anziché distruggere”.
Quando è stato annunciato il Leone d’argento, gran premio della giuria al film “The Voice of Hind Rajab”, dalla sala è partito un lungo applauso. La regista del film, Kaouther ben Hania, nel ritirarlo da Maura Delpero , ha detto: “Vorrei dedicare questo premio alla mezzaluna rossa palestinese e a tutti coloro i quali stanno rischiando tutto per salvare le vite a Gaza, loro sono i veri eroi, è la voce di Gaza. Stanno cercando di ascoltare le grida di tutte le persone alle quali però nessuno ha dato risposta. La sua voce, la voce di Hind, continuerà a risuonare fino a quando qualcuno non si assumerà le responsabilità di cosa sta succedendo, quando giustizia non sarà fatta.
Crediamo tutti nel potere del cinema, è quello che ci ha portati qui questa sera ed è quello che ci dà il coraggio per raccontare storie che altrimenti rimarrebbero sepolte. Il cinema purtroppo non ce la riporterà e non può neanche oscurare le atrocità che sono state commesse. Nessuno potrà ridare quello che è stato rubato, ma il cinema può conservare la sua voce, può fare in modo che questa risuoni oltre i confini, perché la sua storia non è soltanto la sua storia, ma è tragicamente la storia di un intero popolo che sta subendo un genocidio inflitto dal regime israeliano che agisce con impunità. La storia di Hind non è soltanto la storia di un ricordo, è la storia di un'emergenza.
Sua madre e il suo fratellino si trovano ancora a Gaza, le loro vite sono ancora in pericolo così come le vite di moltissime madri, padri, bambini che si svegliano ogni giorno sotto lo stesso cielo, pieno di bombardamenti e paura. Sono i piccoli del mondo e hanno bisogno di essere salvati, la loro sopravvivenza non è carità.
È una questione di giustizia e di umanità, il mondo questo glielo deve. Chiedo che queste atrocità finiscano, la madre di Hind mi ha chiesto di condividere con voi queste parole: "Vorrei ringraziare voi, vorrei ringraziare tutta la squadra, chiunque ha sostenuto il film, me e questa storia. Mi piacerebbe poter essere lì con voi questa sera, spero anche che il mondo non si dimentichi del fatto che la storia di Hind è soltanto una storia a Gaza, ci sono ancora moltissimi bambini che devono essere salvati e io chiedo che questa situazione termini.
Una volta degli uomini saggi sostenevano che la nostra libertà non sia completa senza la libertà dei palestinesi, queste parole oggi sono ancora più vere. Che la sua anima riposi in pace, che invece tutti coloro che l'hanno uccisa non riescano a riposare. Liberiamo la Palestina, grazie.”.
Al termine del suo intervento la sala ha ripreso ad applaudire tributandole una standing ovation.





