Il debutto è affidato a God Year, la mostra personale di Paolo Canevari (Roma, 1963) che raccoglie 35 anni di produzione incentrata sull'uso di materiali industriali e di recupero, in particolare i copertoni in gomma. L'esposizione, già presentata alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, ha un titolo che gioca sull'ambivalenza linguistica e concettuale: il noto marchio di pneumatici Goodyear viene trasformato dall'artista in "God Year", traducibile come "Anno di Dio" o "Anno Santo".
Il fulcro della ricerca artistica di Canevari ruota attorno all'uso della gomma di pneumatici e delle camere d'aria come materiali d'elezione. Nelle sale espositive questi elementi industriali vengono plasmati in sculture, installazioni e video per riflettere in modo critico sui miti del progresso, sulle profonde contraddizioni tra sacro e profano e sulle dinamiche del potere e della violenza.
Se a Città di Castello le opere di Canevari dialogavano con i capolavori rinascimentali, al Forte Belvedere – negli spazi della palazzina medicea – entrano in contrasto con l'architettura e il meraviglioso paesaggio circostante.
L'esposizione No Heroes di Marino Marini (Pistoia, 1901 - Viareggio, 1980), aperta lo scorso 16 luglio, costituisce il secondo capitolo di Drama: Four Acts. La mostra introduce all'interno di God Year cinque sculture in bronzo del maestro pistoiese, tra cui Cavallo e cavaliere, La Danzatrice e La Bagnante, collocate al primo piano della Palazzina. L'allestimento mette in dialogo i due artisti sul tema della storia, dei conflitti e della crisi dell'umanità. Le potenti figure in bronzo di Marini si fondono così con i materiali crudi di Canevari, creando una forte tensione drammatica che rende estremamente interessante la lettura critica dei due autori. A settembre il progetto proseguirà con il terzo capitolo, che vedrà protagonista l'installazione site-specific dell'artista norvegese Per Barclay.
Testo ed immagini : Andrea Paoletti © 2026